Al teatro Dravelli siamo stati bene, pochi dobbiamo ammettere, ma siamo stati bene.
Il pubblico ha partecipato e le emozioni erano intense.
L'ingresso di Vita Respina nel cast ha reso più profonde le emozioni e gli scambi sul palco non sono stati solo simbolici, ma ogni parte dei dialoghi assumeva una sua "tridimensionalità" che ha contribuito a rendere più coinvolgente la storia.
Il giorno dopo le emozioni, le nostre questa volta, vanno a mille quando riceviamo questo messaggio di Michele, uno spettatore che ci ha ripagati con queste parole:
"Serata a Teatro
Ieri sera, in una Moncalieri ancora calda ho potuto assistere, al teatro Dravelli, ad una rappresentazione scritta e interpretata da Giuseppe Izzinosa. Affiancata nella lettura da Vita Respina , abile nel ruolo di compagna, intervallati, nei lori dialoghi, dalla brava cantante Sasca Malabaila. A dar vita ai testi letti sullo sfondo si alternavano, sapientemente, i dipinti di Maura Scalenghe , luci e audio manovrati da un attento Moreno Stefanini.
Sono rimasto molto colpito dalla bravura di Giuseppe sia nella stesura dei testi, piaciuti moltissimo, che dalla sua interpretazione, altrettanto bella.
La sua interpretazione è stata molto reale e avvincente tanto che l’attenzione era totale non perdendomi neanche una parola. Una introspezione, quella di Giuseppe, veritiera e accattivante nel suo scorrere, dove facilmente tutti vi ci possiamo immedesimare, facendola nostra tutta o in parte. Una introspezione che chiude il cerchio dando allo spettatore la facoltà di scegliere un finale continuando sulla strada di un sogno che rincorre la realtà o se invece la realtà non è altro che un sogno che tutti noi volessimo si realizzasse. Insomma, un’ora e mezza spesi per trovare una “ PERLA “ in quel di Moncalieri, al teatro Dravelli.
La “ PERLA “ Giuseppe Izzinosa.
Un grazie di cuore, Miki"
Non ci sono altre parole se non un grazie a te Miki!
domenica 19 gennaio 2020
lunedì 16 settembre 2019
lunedì 12 agosto 2019
Stiamo tornando!
Mentre sotto l'ombrellone state gustando una caipirinha (i più fortunati) o una tachipirina ( i meno), noi stiamo tramando e ordendo il ritorno de "L'ultimo giorno".
Venerdì 25 ottobre alle ore 21 saremo di nuovo in scena al
TEATRO DRAVELLI di MONCALIERI!
TEATRO DRAVELLI di MONCALIERI!
Avremo novità, lo spettacolo si rinnova in continuazione, dopo la trasformazione del testo a marzo ora la figura femminile ha un volto: Vita Respina! Ma non è solo questo che bolle in pentola! Venite a vedere lo spettacolo e scoprirete interessanti novità.
Il teatro, a pochi passi dal complesso dell'Italia '61 a Torino ma già in territorio di Moncalieri è una sala che può ospitare anche un centinaio di posti e siamo intenzionati a riempirlo!
Vi aspettiamo numerosi!
Giuseppe Izzinosa
Sasca Malabaila
Maura Scalenghe
Vita Respina
Moreno Stefanini
martedì 26 marzo 2019
Di nuovo in scena!
Domenica 24 marzo 2019 alle ore 17 siamo tornati in scena presso il Piccolo Teatro Comico di Torino.
Il pubblico numeroso ha apprezzato lo spettacolo e ha premiato le modifiche apportate di cui la principale consiste nel passaggio dall'imperfetto al presente nella narrazione, poi la riduzione dell'uso di aggettivi e lo sfoltimento di alcune parti un po' troppo romanzate.
Ancora una volta gli applausi hanno riscaldato la rappresentazione e il calore che abbiamo sentito intorno a noi è stato davvero sentito condiviso.
Magica come sempre Sasca Malabaila con il suo canto incantevole, impeccabile Moreno Stefanini con la gestione tecnica audio e luci e sempre belli e coinvolgenti gli acquerelli di Maura Scalenghe.
Torneremo presto con nuove date e nuovi teatri dove esibire questo format che trova sempre ampi consensi.
Grazie a chi è venuto a vederci e a chi vorrà in futuro condividere queste meravigliose emozioni.
Il pubblico numeroso ha apprezzato lo spettacolo e ha premiato le modifiche apportate di cui la principale consiste nel passaggio dall'imperfetto al presente nella narrazione, poi la riduzione dell'uso di aggettivi e lo sfoltimento di alcune parti un po' troppo romanzate.
Magica come sempre Sasca Malabaila con il suo canto incantevole, impeccabile Moreno Stefanini con la gestione tecnica audio e luci e sempre belli e coinvolgenti gli acquerelli di Maura Scalenghe.
Torneremo presto con nuove date e nuovi teatri dove esibire questo format che trova sempre ampi consensi.
Grazie a chi è venuto a vederci e a chi vorrà in futuro condividere queste meravigliose emozioni.
mercoledì 13 marzo 2019
Fantasia in platea!
"The theatre exists 99% in the imagination"
(cit. Stella Adler)
Questa frase di Stella Adler scoperta grazie alla recente amicizia su Facebook con Frank Diafe, affronta il tema principe del senso della recitazione: l'astrazione.
Già Giovanni Sartori in "Homo videns" approfondisce in maniera esauriente, e non senza perplessità sulle evoluzioni del complesso dei media, il tema dell'astrazione, di quella capacità umana cioè di immaginare qualcosa partendo da un testo o da un'immagine.
Il teatro è questo, è supporto vivente all'immaginazione che per ogni spettatore assume caratteristiche differenti su cui influiscono l'educazione la cultura, il contesto sociale di riferimento.
Dunque possiamo inquadrare la frase di Stella Adler in questa logica: il regista, gli attori, gli scenografi metto in scena un'interpretazione loro dell'opera, attraverso le scelte scenografiche, ambientali, i costumi, la recitazione, ma poi ciascuno spettatore si fa una propria "regia", seleziona cioè dove porre la sua attenzione sfruttando la propria immaginazione, la propria capacità di astrarre. In questo senso, il teatro differisce radicalmente dal cinema in quanto sullo schermo la sua attenzione viene "pilotata" dal regista che sceglie le inquadrature, la fotografia, i personaggi su cui concentrarsi. In teatro no, in teatro lo spettatore scegli chi guardare, sceglie su cosa soffermarsi, si rappresenta ciò che è fuori scena, i personaggi non presenti, i contesti generali in cui si svolge la sinossi e l'azione, e lo fa appunto usando quello strumento straordinario e unico di cui giustamente Stella Adler diceva essere fatto il teatro per il 99%: l'immaginazione.
(cit. Stella Adler)
Questa frase di Stella Adler scoperta grazie alla recente amicizia su Facebook con Frank Diafe, affronta il tema principe del senso della recitazione: l'astrazione.
Già Giovanni Sartori in "Homo videns" approfondisce in maniera esauriente, e non senza perplessità sulle evoluzioni del complesso dei media, il tema dell'astrazione, di quella capacità umana cioè di immaginare qualcosa partendo da un testo o da un'immagine.
Il teatro è questo, è supporto vivente all'immaginazione che per ogni spettatore assume caratteristiche differenti su cui influiscono l'educazione la cultura, il contesto sociale di riferimento.
Dunque possiamo inquadrare la frase di Stella Adler in questa logica: il regista, gli attori, gli scenografi metto in scena un'interpretazione loro dell'opera, attraverso le scelte scenografiche, ambientali, i costumi, la recitazione, ma poi ciascuno spettatore si fa una propria "regia", seleziona cioè dove porre la sua attenzione sfruttando la propria immaginazione, la propria capacità di astrarre. In questo senso, il teatro differisce radicalmente dal cinema in quanto sullo schermo la sua attenzione viene "pilotata" dal regista che sceglie le inquadrature, la fotografia, i personaggi su cui concentrarsi. In teatro no, in teatro lo spettatore scegli chi guardare, sceglie su cosa soffermarsi, si rappresenta ciò che è fuori scena, i personaggi non presenti, i contesti generali in cui si svolge la sinossi e l'azione, e lo fa appunto usando quello strumento straordinario e unico di cui giustamente Stella Adler diceva essere fatto il teatro per il 99%: l'immaginazione.
mercoledì 27 febbraio 2019
Tempo presente
La differenza sostanziale fra scrivere per il teatro e scrivere un romanzo consiste nella difficoltà che si affronta, nella stesura di un copione teatrale, quando si vogliono descrivere gli stati d'animo e i ragionamenti dei personaggi.
In un romanzo è relativamente semplice: "si rese conto di quanto tutto questo gli procurasse un sottile piacere di cui in fondo si vergognava..." infatti in questo esempio abbiamo in poco più di una riga la descrizione di una presa di coscienza unita ad una sensazione e ad una emozione.
In un testo teatrale è tutta un'altra cosa. Questi elementi devono giungere allo spettatore attraverso i dialoghi, la recitazione, il montaggio della scena e dunque comportano uno sforzo di fantasia in più che l'autore deve affrontare e risolvere se vuole che il messaggio all'origine dell'opera giunga ai presenti.
Il coro assolveva in parte a questo compito nel teatro greco antico, nella Commedia dell'Arte, Goldoni risolse questo aspetto con i cosiddetti "a parte", sebbene non fu il primo ma ne fu certamente il maggior "utilizzatore", ed erano quelle indicazioni che riportava prima di una battuta in cui scriveva "fra sé", l'attore si rivolgeva al pubblico il più delle volte accompagnando la battuta col gesto della mano tesa verticalmente accanto alla bocca. Oggi è più frequente l'adozione di monologhi: nella finzione teatrale, il personaggio rimane da solo in scena ed esprime un pensiero ad alta voce (nel dramma "La valigia" sono ricorso spesso nel primo e nel terzo atto a questo escamotage) una soluzione che, se ben dosata, può accompagnare per mano lo spettatore nell'animo del personaggio.
"L'ultimo giorno" è un romanzo breve e intimista, dunque venendo letto e recitato in scena non ha questo problema da affrontare. Per tutta la prima parte (il primo e tre quarti del secondo capitolo) è la descrizione di un travaglio interiore; ma questa volta, a differenza della Prima (in scena al Ridò il 10 novembre scorso) il testo sarà letto al tempo presente, da un illuminato suggerimento del mio maestro di regia Gian Carlo Fantò. Dunque non più "Accese un'altra sigaretta, si avvicinò alla finestra... ecc." ma "Accendo una sigaretta, mi avvicino alla finestra...", un cambiamento apparentemente minimale ma che invece modifica completamente la prospettiva. Mentre il passato colloca lo sviluppo scenico in un tempo concluso, il presente cala lo spettatore nella situazione con maggior condivisione e coinvolgimento.
"L'ultimo giorno" del 24 marzo al Piccolo Teatro Comico sarà diverso dal precedente, sarà ancora più coinvolgente e accompagnerà le emozioni con maggiore intensità.
In un romanzo è relativamente semplice: "si rese conto di quanto tutto questo gli procurasse un sottile piacere di cui in fondo si vergognava..." infatti in questo esempio abbiamo in poco più di una riga la descrizione di una presa di coscienza unita ad una sensazione e ad una emozione.
In un testo teatrale è tutta un'altra cosa. Questi elementi devono giungere allo spettatore attraverso i dialoghi, la recitazione, il montaggio della scena e dunque comportano uno sforzo di fantasia in più che l'autore deve affrontare e risolvere se vuole che il messaggio all'origine dell'opera giunga ai presenti.
Il coro assolveva in parte a questo compito nel teatro greco antico, nella Commedia dell'Arte, Goldoni risolse questo aspetto con i cosiddetti "a parte", sebbene non fu il primo ma ne fu certamente il maggior "utilizzatore", ed erano quelle indicazioni che riportava prima di una battuta in cui scriveva "fra sé", l'attore si rivolgeva al pubblico il più delle volte accompagnando la battuta col gesto della mano tesa verticalmente accanto alla bocca. Oggi è più frequente l'adozione di monologhi: nella finzione teatrale, il personaggio rimane da solo in scena ed esprime un pensiero ad alta voce (nel dramma "La valigia" sono ricorso spesso nel primo e nel terzo atto a questo escamotage) una soluzione che, se ben dosata, può accompagnare per mano lo spettatore nell'animo del personaggio.
"L'ultimo giorno" è un romanzo breve e intimista, dunque venendo letto e recitato in scena non ha questo problema da affrontare. Per tutta la prima parte (il primo e tre quarti del secondo capitolo) è la descrizione di un travaglio interiore; ma questa volta, a differenza della Prima (in scena al Ridò il 10 novembre scorso) il testo sarà letto al tempo presente, da un illuminato suggerimento del mio maestro di regia Gian Carlo Fantò. Dunque non più "Accese un'altra sigaretta, si avvicinò alla finestra... ecc." ma "Accendo una sigaretta, mi avvicino alla finestra...", un cambiamento apparentemente minimale ma che invece modifica completamente la prospettiva. Mentre il passato colloca lo sviluppo scenico in un tempo concluso, il presente cala lo spettatore nella situazione con maggior condivisione e coinvolgimento.
"L'ultimo giorno" del 24 marzo al Piccolo Teatro Comico sarà diverso dal precedente, sarà ancora più coinvolgente e accompagnerà le emozioni con maggiore intensità.
Etichette:
aparte,
commedia dell'arte,
copione,
goldoni,
interpretazione,
lettura interpretativa,
narrazione,
Piccolo Teatro Comico,
recitazione,
romanzo,
spettacolo teatrale,
teatro
domenica 17 febbraio 2019
Piccolo Teatro Comico
Nel cuore di Santa Rita a Torino sorge il Piccolo Teatro Comico, un gioiello di 50 posti che dal 2015 ha accolto centinaia di spettacoli con un cartellone sempre ricco di nomi di prestigio fra cui Max Pisu, Rocco Barbaro, Olcese & Margiotta, Franco Carena, Mammuth e molti altri ancora. Sotto la direzione artistica di Franco Abba, che vanta un prestigioso curriculum artistico insieme a Mauro Stante, il teatro è diventato un importante polo culturale di riferimento nella città.

Fra le peculiarità del Piccolo Teatro Comico c'è una costumeria ricca di 1.500 costumi a disposizione per noleggio a compagnie, rievocazioni storiche, cinema, feste private e tradizionali. Il servizio, curato dalle abili ed esperte costumiste Marina Raviola e Terry Cossarutto, è affidabile e molto apprezzato in quanto i costumi nascono per il teatro e non sono adattamenti.
Presso il Piccolo Teatro Comico si tengono corsi di teatro per adulti e ragazzi e corsi di dizione, rendendolo così un polo completo di formazione e divulgazione della cultura teatrale a Torino.Domenica 24 marzo 2019 alle ore 17:00, su questo prestigioso palcoscenico, tornerà in scena "L'ultimo giorno". E' una grande soddisfazione per tutti noi poter calcare queste assi che in pochi anni sono diventate un punto di riferimento importante per il teatro torinese e non solo.
Per maggiori informazioni sulla sala potete visitare il sito del Piccolo Teatro Comico.
www.teatrocostumitorino.it
Piccolo Teatro Comico
Via Mombarcaro 99 - Torino -
Tel 339 3010381
Iscriviti a:
Post (Atom)


