mercoledì 14 novembre 2018

Una serata da ...sogno

Foto - Cristina Gazzola
...quella che abbiamo vissuto con voi sabato 10 novembre 2018.
Il teatro era pieno e l'attenzione totale.
La voce di Sasca ha incantato e fatto sognare, i dipinti di Maura hanno preso per mano gli spettatori e il supporto tecnico di Moreno ha reso tutto armonico e perfetto.
La sinossi ha creato tensione e partecipazione, le emozioni hanno raggiunto i cuori e gli applausi hanno accompagnato la serata numerosi e generosi.

Non potevamo cheidere di meglio, e personalmente non potevo chiedere un compleanno più bello (giacché il 10 novembre di tanti, troppi anni fa venni al mondo). Il regalo più bello era il chiacchiericcio delle persone in sala che giungeva in camerino e che scaldava il cuore e rendeva l'attesa magica e straniante.

Grazie a chi c'era e a chi non ha potuto esserci.

Noi ci saremo ancora.

Buona vita

Giuseppe Izzinosa

giovedì 8 novembre 2018

Pochi giorni alla prima

La prova generale.
Un momento importante, il momento cardine per capire se tutto il lavoro fatto è pronto per essere messo in scena. Sotto la guida tecnica di Moreno Stefanini si dipana tutto lo spettacolo come se si fosse davanti al pubblico reale.
Non c'è tempo per ripensamenti o modifiche sostanziali, quello che si è fatto si è fatto. Ora si possono solo limare e migliorare alcuni dettagli, perfezionare qualche prestazione, rivedere qualche soluzione ma si tratta di minimalia.
Allestire uno spettacolo, per quanto essenziale possa essere, comporta un movimento di persone, azioni e lavoro notevole.
Se si è lavorato bene e con entusiasmo il risultato sarà sicuramente ottimo, altrimenti si dovranno rivedere delle cose.

Ci abbiamo messo l'anima, sabato ci metteremo l'entusiasmo, gli spettatori l'attenzione e, speriamo, la vicinanza.
Il silenzio del pubblico è carico di tensione, di scambio, di emozione, è un silenzio che vibra, che parla, che attraversa le anime presenti, quelle di chi si esibisce e di chi assiste.

Per il debutto del 10 novembre noi siamo pronti.
E voi?


lunedì 5 novembre 2018

La struttura tecnica

Come in un organismo vivente, fatto di anima, immagine e movimento, anche uno spettacolo teatrale di qualunque natura e dimensione ha bisogno di un suo sistema nervoso e osseo.
Questo duplice ruolo ne "L'ultimo giorno" è affidato al supporto tecnico audio e luci. 

Moreno Stefanini ha un curriculum lunghissimo sia come tecnico che come autore e cantante e pochi, come lui, possono vantare competenze così ampie e un'esperienza così lunga e navigata.

"L'ultimo giorno" non è solo lettura ma anche musica, basi selezionate, luci ed effetti. Questi elementi devono essere coordinati con attenzione e competenza, il loro equilibrio, la loro precisione e puntualità contribuiscono, in maniera fondamentale, a conseguire il risultato finale che è quello di calare lo spettatore in uno stato d'animo che è proprio del protagonista narrato.

Un lavoro non facile quello di materializzare le emozioni, di far giungere ciò che si vuole dove si vuole, cioè al cuore dello spettatore. Coordinare con attenzione e competenza strumenti e dispositivi richiede riflessi pronti, attenzione, competenza, abilità nel risolvere possibili inconvenienti improvvisi e tanta esperienza.
Aver affidato a Moreno Stefanini questo ruolo è la garanzia di confezionare un "prodotto" eccellente e di ottima fattura.

giovedì 1 novembre 2018

Il 10 novembre al Ridò



Il Ridò è un teatro piccino ma accogliente con un palco generoso e una sessantina di posti a sedere.
Collocato a Torino, al limite occidentale del quartiere Santa Rita, a ridosso di Corso Siracusa, in via Guglielminetti 17 in fondo ad un cortile, ha ospitato e ospita numerose iniziative culturali legate al teatro, alla musica e allo spettacolo in generale.
Vi si tengono anche corsi di ginnastica, teatro per ragazzi e adulti, stages vari e la sua gestione è legata all'associazione culturale Eraora che cura la promozione, diffusione e la conoscenza del teatro.

In questo locale, sabato 10 novembre si terrà la prima de "L'ultimo giorno". Il locale è raccolto, offre una buona acustica e con abile gioco di tende si creano quinte e spazi inimagginabili sul palco che è a contatto con la platea.

I biglietti dello spettacolo sono prenotabili a questo indirizzo: https://goo.gl/forms/lw65hZHX6MjQ39192 la tariffa è di 10 euro interi e 8 euro i ridotti per chi ha più di 65 anni, il saldo si farà alla cassa la sera dello spettacolo.

A tutti gli spettatori sarà offerto un piccolo gadget a ricordo della serata.

Vi aspettiamo numerosi!!!

Giuseppe Izzinosa
Sasca Malabaila
Maura Scalenghe
Moreno Stefanini

e lo staff del Ridò

Appuntamento a sabato sera 10 novembre 2018




domenica 28 ottobre 2018

Da Tespi all'Ultimo giorno

Tespi (l'inventore del "Carro di Tespi", il primo spettacolo viaggiante) poco più di cinquecento anni prima di Cristo, creò la figura del protagonista (primo attore) separata dal coro, Eschilo aggiunse quella del deuteragonista (il secondo attore) Sofocle infine introdusse il terzo attore e la decorazione di scena.

"L'ultimo giorno" offre allo spettatore tutti questi elementi in chiave moderna: il lettore di scena (che nella tradizione di Tespi corrisponde all'interprete che coincideva con l'autore), il coro che viene interpretato dal canto di Sasca Malabaila e le decorazioni di scena affidate agli acquerelli di Maura Scalenghe proiettati sullo sfondo. Più uno: l'io narrante.

La figura del narratore accompagna lo spettatore scoprendo insieme a lui lo svolgersi della vicenda senza mostrare di essere al corrente di fatti che non sono noti allo spettatore stesso e quindi ponendosi al suo fianco, diventando così di fatto un ulteriore elemento dello spettacolo, un elemento che a tratti giudica e altrimenti osserva; ne "L'ultimo giorno" l'io narrante espone il travaglio interiore del protagonista, conduce lo spettatore nei meandri del pensiero e gli offre tutti i possibili scenari.

C'è un distacco fra narratore e protagonista/deuteragonista, che consente allo spettatore di "essere" i personaggi senza vederli ma immaginandoli. Complice di questo intreccio, in soccorso dell'astrazione dello spettatore giungono il canto e la decorazione di scena, il tutto in chiave contemporanea.

Dato che "il teatro è l'arte più viva poiché è la poesia della vita" (Silvio D'Amico), la sua evoluzione non può non tenere conto delle sue origini per quanto remote esse possano essere.


giovedì 18 ottobre 2018

Sono fatto così

E' una delle frasi più frequenti che diciamo e non sempre ne cogliamo la pienezza del significato.
"Sono fatto così" è un concetto sovente usato come una scusa per giustificare, quale ultima spiaggia, i propri difetti, è un po' come dire "che posso farci?", come Jessica Rabbit: "Io non sono cattiva ma mi disegnano così…".
Il protagonista de "L'ultimo giorno" prende coscienza di com'è fatto, si rende conto che quel "così" non va bene, che quel disegno di cui è oggetto e artefice allo stesso tempo non è bello, che deve cambiare e si avvia nel processo di trasformazione attraverso un percorso doloroso e tormentato. Si rende conto che il sé non è solo il sé stesso ma è anche altri.
Il principio secondo cui "nessuno è un'isola" è ancora più forte in questo racconto e si manifesta nel momento in cui il protagonista comprende qual è il punto di partenza, l'avvio del suo riscatto, quando comprende finalmente che il sé passa anche, e forse soprattutto, fuori di sé.

sabato 6 ottobre 2018

Prova e ridi, ridi e prova...






Il dieci novembre è sempre più vicino.
Le prove si fanno più intense, i dipinti di Maura, il canto di Sasca, gli allestimenti di Moreno... le idee, i suggerimenti, i confronti, le valutazioni sulla prosodia del testo, il tono delle basi, le scelte delle luci, tutto contribuisce a rendere quest'esperienza meravigliosa.
Usciamo sempre allegri, divertiti, arricchiti...
Stiamo bene insieme, ciascuno per le proprie competenze offre il meglio incontrando negli altri supporto, consiglio e sempre un sorriso.
E poi si ride, si ride tanto in scena, fare teatro senza ridere è come mangiare senza sale. Le risate sono il sapore, il brio, la scossa che non deve mai mancare quando ci si prepara ad un evento teatrale, quale che sia il suo tema, drammatico, comico, leggero, impegnato.

Non potrei mai fare teatro se non ridessi con i miei compagni di scena, compagni di viaggio, compagni di tante cose belle che sabato 10 novembre saremo felici di offrivi al Ridò di Torino.

Giuseppe